Il terreno sul quale il campo è stato progettato si presenta visibilmente mosso; la naturale topografia, unita alle meravigliose visuali verso l’esterno della proprietà, potevano favorire lo sviluppo di un percorso di altissimo livello. La vegetazione varia molto all’interno della proprietà, sono presenti piccoli boschi di alberi decidui, principalmente acacie, alberi di cipresso vicino all’area della club house e qualche quercia. Sono state pochissime le piante aggiunte dopo la progettazione del percorso che risulta, a tratti, abbastanza spoglio.
Non si può certamente dire che i progettisti abbiano saputo sfruttare la grandiosa topografia del terreno per sviluppare il miglior percorso possibile; troppe sono infatti le buche “cieche”, sia in salita, che in discesa. Il campo può rivelarsi un autentico incubo per chi calca i suoi fairway per la prima volta. L’impossibilità di localizzare il green dal tee impedisce di scegliere una strategia di gioco, costringendo ad inventarsi una traiettoria con la speranza di essere posizionati al meglio per il colpo successivo.
Il percorso risulta tuttavia ben bilanciato, le buche si susseguono con una buona varietà di lunghezze e di ostacoli da superare. Gli ostacoli d’acqua non sono molti, ma i 3-4 laghetti che caratterizzano il percorso sono sapientemente posizionati, in modo da influire in maniera decisiva sul gioco. Da segnalare il lago e il fosso che proteggono il green della buca 2, che rendono il colpo al green molto delicato. Molto bella anche la posizione dell’ostacolo d’acqua al green della buca 5.
I bunker sono abbastanza numerosi all’interno del percorso, presenti generalmente sia all’altezza della landing area del tee shot, sia vicino ai green. Sono in generale molto poco profondi, permettono di conseguenza un recupero abbastanza agevole, anche per i giocatori meno esperti.
Il disegno degli ostacoli di sabbia risulta comunque a tratti scadente, le sponde hanno le classiche(abusate) forme tondeggianti che fanno pensare ad uno scarsissimo studio di integrazione degli elementi con il paesaggio circostante; la continuità tra la naturale topografia e gli elementi inseriti durante la costruzione del campo è quasi assente. Lo stesso discorso vale per i numerosi “mounds” inseriti in alcune aree del percorso, come ad esempio nello spazio che divide la buca 1 e 4 e all’interno del dogleg della buca 18.
Tra le buche che spiccano tra tutte, per bellezza del paesaggio e varietà di gioco, si possono segnalare la già citata buca 6 e la buca conclusiva. La 6 è caratterizzata da una delle più belle visuali dell’intero percorso, il tee è posizionato nelle vicinanze di una fila di cipressi secolari e le montagne del Mugello fanno da cornice fino alla conclusione della buca. La 18 è un par 5 di media lunghezza, che permette ai giocatori più forti e amanti del rischio di concludere il giro con un grande punteggio. Il green è sopraelevato e protetto da profondi bunker che raccolgono ogni colpo finito leggermente fuori bersaglio. Il lago all’interno del dogleg è molto lontano dal fairway, in prossimità del gioco, avrebbe aggiunto sicuramente emozione alla buca conclusiva del percorso.
Il golf Club Poggio de’ Medici è situato in una delle aree più belle dal punto di vista paesaggistico della Regione Toscana, il progetto del campo non ha saputo purtroppo assecondare i movimenti del terreno in molte aree della proprietà, rendendo così di medio livello un golf club che avrebbe potuto aspirare all’eccellenza.